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Utrera
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mweaUtrera è un mweqcomune spagnolo di mweg50 665 abitanti (2009) situato nella mwewcomunità autonoma dell'mwfaAndalusia. Situato nella mwfqprovincia di Siviglia, Utrera è il secondo comune più grande della suddetta comunità ed è città onoraria del mwfgflamenco. Fa parte della comarca di mwfwLa Campiña ed è a capo del mwgamwgqpartido judicial al quale appartengono i comuni di El Coronil, Los Molares, Los Palacios y Villafranca, El Palmar de Troya e Utrera stesso.

Possiede un patrimonio monumentale importante e tutto il centro storico è dichiarato Bene di Interesse Culturale in qualità di Complesso Storico-Artistico dal 2002.

La città è considerata una delle culle storiche del flamenco e un luogo di riferimento per quanto riguarda l'origine del mwhamwhqtoro bravo; nel territorio comunale esistevano infatti diversi allevamenti di bestiame famosi. È notevole anche l'allevamento equino che dà cavalli di prestigio riconosciuto.

Contents

Storia
Note

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Storia

Preistoria

Non esistono fonti affidabili che determinano esattamente le origini della città. Nella sua opera «mwigConvento Jurídico de Sevilla» Rodrigo Caro assicura che la sua fondazione data l'anno 2637 dalla creazione del mondo.

Nel territorio comunale di Utrera sono stati trovati numerosi resti archeologici: idoli, asce, punte di freccia, ceramiche, così come diversi utensili di pietra che palesano la presenza dell'uomo dai tempi preistorici. È degno di nota il ritrovamento di monumenti funerari della cultura megalitica che ebbe luogo tra il Neolitico e l'Eneolitico prolungandosi fino all'mwjaEtà del bronzo – circa 2500 a.C. – e all'mwjqEtà del ferro – circa 800 a. C. – .

Nel luogo conosciuto come mwjwLa Piedra Incada, a qualche chilometro a est del centro urbano, si trova un grande monolito lavorato grezzamente che probabilmente è una traccia dell'esistenza di qualche tipo di cultura megalitica. È particolarmente imponente il giacimento situato nella zona chiamata mwkaCruz del Gato, conosciuta anche come mwkqLas Arcas de Troya, collocata a circa 1500 metri dal centro della città in direzione nordovest. Nel 1949, si trovarono nel suddetto luogo una serie di pietre di silice e precedentemente alcune asce levigate. Nel 1950, una serie di scavi realizzati in modo più approfondito portò allo scoperto un mwkgdolmen, o sepolcro di corridoio, del quale si conservava una camera circolare di 2,70 metri di diametro, così come un corridoio che avrebbe avuto tra i 3,50 e 4,00 metri di lunghezza. Di questa costruzione si manteneva intatta una delle pareti di pietra, mentre i resti dell'altra non superavano i 2,15 metri di larghezza. A circa quaranta metri in direzione ovest si trovò un altro dolmen di dimensioni maggiori. Più tardi, entrambi furono spostati dal loro luogo originale: il primo fu completamente distrutto e l'altro fu regalato dal proprietario al collegio Salesiano di Utrera e ricostruito nei giardini di quest'ultimo.

Posteriormente si realizzarono diversi scavi come conseguenza dello sfruttamento di una cava di calce. Durante questi scavi, si rivelò l'esistenza di una necropoli neolitica nella zona appartenente ad un gruppo umano di dimensioni significative. Sono stati trovati numerosi resti umani, oltre a utensili, tra i quali spiccano numerosi cucchiai di silice, raschietti, asce, resti di vasi e un piatto perfettamente conservato. Tutta la ceramica trovata in questa zona è di argilla scura con particelle di mica brillante e non è tornita né decorata.

Età Antica

Ci sono tracce di un intenso commercio nella zona durante il periodo preromano. I ritrovamenti più significativi sono di origine fenicia, ma anche provenienti da mwlgTartesso e dalla mwlwTurdetania. Nell'epoca romana si collocano i primi dati scritti sull'esistenza di popolazioni importanti nella zona.

Il mwmqPuente de Alcantarilla è una delle costruzioni più degne di nota che si conservano di questa epoca. Si tratta di un ponte a due arcate e, secondo l'iscrizione che vi era su di esso, passava sulla mwmgVía Augusta che collegava la mwmwBetica con il nord della penisola. Vicino al ponte si innalzavano due baluardi difensivi, uno dei quali è stato recentemente restaurato. È dichiarato Bene di Interesse Culturale e Monumento Storico-Artistico dal 1931.

Nell'attuale territorio comunale di Utrera esistevano diversi insediamenti: mwnqSiarum, nella zona della Cañada, che mantiene la toponimia dell'epoca; mwngSalpensa nel Cerro del Alcázar – vicino alla strada di El Coronil; mwnwAlice, vicino alla cascina di Torre Alocaz;mwoa Orippo, che si trova ad ovest del territorio comunale emwoq Leptis, una fortezza riconosciuta e rinomanta ai tempi della Guerra civile romana.

All'interno del centro urbano sono state trovate due necropoli romane. La prima, nell’mwowOlivar Alto, è datata tra il III e il II secolo a. C.; l'altra si trova vicino alla strada di mwpaLos Palacios y Villafranca e cronologicamente si colloca tra il III e il IV secolo dell'era cristiana. Osservando queste tracce e tenendo conto che nelle popolazioni romane le sepolture erano proibite dalla mwpqLex duodecim tabularum – Legge delle XII Tavole –, si conferma che l'attuale centro urbano di Utreramwpg sarebbe in epoca romana un campo di coltura, ricco di frumento, vite e olivi. I pochi e discontinui resti di costruzioni trovate dovrebbero corrispondere a case di campagna o a industrie che avevano bisogno dell'acqua per il loro funzionamento. Questa ipotesi è rafforzata dalla vicinanza dei resti al corso d'acqua attualmente conosciuto come mwpwCalzas Anchas. Questa distribuzione non deve essere considerata strana, dato che in epoca romana questa zona era una regione molto ricca e piena di poderi. La popolazione di mwqamwqqHispania sfiorava allora i dodici milioni di abitanti e si concentrava particolarmente nella mwqgBetica.

Da queste abitudini agricole si deduce l'origine del toponimo mwraUtrera, proveniente da mwrquter, luogo o industria di otri per contenere olio e vino.

In mwrwepoca romana, la città era nota come mwsaCastra Vinaria.mwsqcite-ref-0622224-1-0[1]

Medioevo

Sono stati trovati resti di sepolture visigote dell'epoca paleocristiana, come dimostrano le lapidi e le terrecotte, gli anagrammi di Cristo presenti nelle sepolture, così come i simboli dell'mwuaAntico Testamento e le leggende allusive all'escatologia cristiana.

Non esistono molti dati riguardo all'Utrera islamica, ma la vaga presenza della popolazione nei libri della ripartizione di mwugSiviglia denota che non ci fu una presenza araba importante. Bisogna segnalare che i resti archeologici indicano che esisteva una mwuwmoschea nel luogo dove attualmente si alza la chiesa di mwvaSanta María de la Mesa.

È possibile dedurre la presenza islamica nella zona della toponimia araba dei villaggi del territorio comunale: mwvgFacialcázar (città romana di mwvwSalpensa); mwwaAlcantarilla, dall'arabo mwwqAl-qantar (ponte), probabilmente un punto difensivo di certa importanza per proteggere il traffico, fondamentalmente del bestiame, per lamwwg Vía Augusta; e mwwwAlhorín, che oggigiorno è una cascina che ancora conserva il suo nome arabo.

I primi dati di Utrera di rigore storico si trovano a partire dalla mwxqRiconquista cristiana. Nel 1253 Alfonso X realizza la ripartizione delle terre conquistate nella provincia di Siviglia. Durante l'epoca araba ci sono tracce del fatto che Utrera potrebbe essere una semplice cascina con la torre di protezione. Nel periodo cristiano, gli abitanti della zona realizzarono una serie di opere pubbliche tra le quali si trova la trasformazione della torre in castello. Tra questi abitanti si trovavano un'importante comunità ebrea e un gruppo di coloni che finirono per stabilirsi tra la popolazione, per il carattere di frontiera di questa.

Durante i secoli XIII, XIV e XV, la città ha un ruolo importante come punto strategico militare nella difesa della frontiera tra il territorio musulmano e quello cristiano.

Età Moderna

Il XVI secolo segnò un periodo di grande prosperità per il paese di Utrera e così lo mostrano le numerose opere pubbliche intraprese in questa epoca. Si costruirono conventi, ospedali, chiese e palazzi, si urbanizzarono piazze e strade e si realizzarono infrastrutture di mwyqbonifica e di rifornimento d'acqua. Il regno di Felipe II segnò il punto culminante della ricchezza economica della località. Nel 1570, Utrera era la prima popolazione del regno di Siviglia dopo la capitale.

Nel 1649, la peste bubbonica colpì con violenza la popolazione della città. Questa epidemia e i problemi generali derivati dalla politica dei regnanti segnarono la fine dell'auge economico vissuto da Utrera nel secolo precedente.

Durante il regno di Carlos III, tra il 1759 e il 1788, ci fu un interesseparticolare nella ripopolazione della comarca e si realizzarono ingenti lavori per migliorare le infrastrutture del paese.

Età Contemporanea

Durante la mwzgGuerra d'indipendenza spagnola, le truppe francesi occuparono Utrera. Questo fatto causò danni sia alla popolazione sia all'architettura, lasciando la città in una situazione difficile.

Con il mandato del sindaco Clemente de la Cuadra (1842), si realizzarono grandi opere pubbliche, come il selciato e la fognatura delle principali vie della popolazione, la costruzione di case per operai, il mercato, il carcere, il cimitero e la casa concistoriale. Allo stesso modo si innalzarono case di beneficenza e si miglioro l'illuminazione delle strade. Fu allora che Utrera sperimentò un nuovo miglioramento che si consacrò con il conseguimento della considerazione di città nel 1877, durante il regno di Alfonso XII.

Anche la vita politica e sociale degli abitanti fu il riflesso dei movimenti avvenuti in questo campo durante il XIX secolo. Ebbero luogo, come nel resto del territorio nazionale, la forte opposizione tra conservatori e progressisti, le lotte dispotiche, le elezioni truccate, i giornali satirico-politici, le proteste e gli scioperi.

La mwagGuerra civile spagnola seminò la città di sofferenza e fame. Il postguerra fu segnato da forti tensioni sociali. In gran parte, queste tensioni furono frutto delle caratteristiche proprie dell'economia di Utrera, principalmente mwawagricola e con poche possibilità di mwbaindustrializzazione a breve termine.

La storia di Utrera durante il resto del XX secolo è segnata dalla grande inondazione del 1962, causata dallo straripamento del ruscello mwbgCalzas Anchas. Sono avvenimenti da segnalare anche la consolidazione di Utrera, nel 1963, come primo produttore di cotone a livello nazionale e l'Incoronazione canonica della patrona, la Vergine della Consolazione, nel maggio del 1964.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesa di San Giacomo il Maggiore (XV secolo), dotata di navate mwcwtardogotiche, mwdapresbiterio in mwdqstile rinascimentale e cripta.mwdgmwdwcite-ref-0622224-1-1[1]
• Chiesa di Santa Maria de la Mesa (XV secolo), in stile mwfqgotico, introdotta da una facciata nella quale si aprono portali Seicenteschi contenenti statue di Berreguete. Internamente, oltre alle sepolture dei duchi di mwfgArcos (XVI secolo), conserva un coro in stile mwfwplateresco.mwgamwgqcite-ref-0622224-1-2[1]
• Santuario di Nostra Signora della Consolazione (XVI-XVII secolo), introdotta da una facciata progettata da Berruguete.mwhwmwiacite-ref-0622224-1-3[1]

Siti archeologici

• Resti di mura e di torrimwkamwkqcite-ref-0622224-1-4[1]

Note

cite-note-0622224-11. mwpamwpqTCI,mwpg p. 218.

Bibliografia

• citereftciAlessandro Cruciani e Piero Lucca, Siviglia, in GUIDA D'EUROPA, Spagna Portogallo, Milano, Touring Club Italiano, 1975.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Utrera

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su utrera.org.
• citerefbritannica-com(EN) Utrera, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Utrera, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.